Home Turismo e cultura Viaggio negli Stati Uniti: i grandi parchi dell’Ovest 17/10/09-28/10/09
Viaggio negli Stati Uniti: i grandi parchi dell’Ovest 17/10/09-28/10/09 Stampa

Tutto inizia dalle coste dell'oceano Pacifico lungo un percorso "on the road" di 4100 km
fatto di pianure, deserti, catene montuose ed altipiani, toccando 6 stati e visitando i più grandi e famosi parchi degli Stati Uniti dell'Ovest... gli stessi territori, un tempo popolati da indiani e cowboy, dove ebbe luogo la famosa epopea del West.

 

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Foto ricordo del gruppo "IL MORBO DI JAMES..."

(cosiddetto in onore della nostra sanissima guida che ci ha accompagnato lungo tutto il tragitto)

 

Si parte da San Francisco, la città più tollerante e liberale d'America: pittoreschi quartieri avvolti nelle nebbie mattutine, i mitici cable-car che percorrono le famose e ripide strade immortalate nei celebri inseguimenti polizieschi, la splendida Baia, il Golden Gate simbolo della città, l'inquietante isola di Alcatraz, i magnifici paesini nei dintorni, tra questi Sausalito.

Ma è già tempo di ripartire. Sulla strada per Las Vegas ci imbattiamo prima nello Yosemite Park, con le sue cascate mozzafiato e le sequoie giganti e poi nella Death Valley con lo Zabriskie Point, uno degli scorci più suggestivi che ha stregato registi del calibro di Antonioni e che è uno dei luoghi più inospitali, desolati e inadatti alla vita umana, con temperature estive che sfiorano i 50 gradi.

Eccoci finalmente arrivati nella città che non dorme mai, Las Vegas, un'oasi di luci e di colori, il regno dei casinò e del gioco d'azzardo. Lungo la sua famosa Strip ci appaiono una accanto all'altra Venezia, la torre Eiffel, la statua della Libertà, le Piramidi... uno psichedelico bignami delle più note meraviglie del mondo.

Da Las Vegas riprendiamo il nostro percorso diretti verso i parchi... il Bryce, più che un canyon, ci appare come un ampio anfiteatro costellato di guglie e pinnacoli modellati in milioni di anni dalla paziente forza dell'acqua; sembrano tanti castelli di sabbia come quelli che si fanno da piccoli sulla spiaggia. E ancora, l'Arches Park, un giardino in pietra in cui l'incessante attività di erosione ha dato vita a spettacolari e maestosi archi naturali che stanno in piedi sfidando le leggi di gravità.

Che dire poi della Monument Valley?!? Sembra di essere catapultati dentro un film western e nessuno di noi si stupirebbe di scorgere in lontananza il passo deciso di John Wayne... quando il sole è basso all'orizzonte gli immensi monoliti colorano lo scenario di un rosso così intenso da risultare davvero unico.

Ed infine il Grand Canyon, un vero monumento della natura!... il fiume Colorado è lì, adagiato sul fondo del canyon che egli stesso ha scavato in milioni di anni in modo lento ma inesorabile. E per gli amanti del brivido è previsto anche un giro in elicottero per godere appieno di questo spettacolo mozzafiato.

Sulla strada per Los Angeles percorriamo anche un breve tratto della mitica "Route 66", la Strada per antonomasia, l'icona degli Easy Riders, veri o sedicenti, di tutti i tempi.

Il nostro viaggio si conclude a Los Angeles, città degli angeli, sormontata dalla famosa collina di Hollywood, simbolo della ricchezza di Beverly Hills e di Rodeo Drive (con tanto di ambientazione alla "Pretty Woman") e orlata dalle indimenticabili e chilometriche spiagge dei surfisti di Santa Monica.

Tutto il viaggio siamo stati accompagnati, oltre che dalla tradizionale "Caesar Salad", dai continui starnuti e colpi di tosse della nostra mitica guida James, "un uomo uno snack", che, con buona grazia dei petulanti consigli di Topo Gigio, ha cercato di trasmettere a tutti l'influenza suina come regalo di benvenuto negli States e, durante i lunghi tragitti in pullman, è riuscito a esaurire il "fondo gadget alimentari made in Usa" di noi italici gitanti... "All right"!!!

Jacopo Mazzini